mercoledì 19 novembre 2008

Un vecchio malato di mente mi ha guardato negli occhi e mi ha detto puttana


A volte noti delle persone e capisci subito che costoro nella vita hanno preso un sacco di calci in culo.
Lo comprendi dall'espressione corrucciata, dal grugno ricorrente, dai modi di fare bruschi e indolenti.
C'è qualcosa in quelle persone che non ti guardano negli occhi, ma che ti parlano a voce alta,ladri di confidenze, ed è proprio questo che spaventa: la consapevolezza che loro nel tuo orto ci entreranno. Anche se c'è il cartello fuori di "attenti al cane". Non hanno paura, non hanno riverenza nè per codice nè per convenienza.

In biblioteca ci sono dei momenti in cui sopporto poco i "bimbetti cresciuti" che si crogiolano nel loro amore, cuociono a fuoco lento e se premi nel centro del loro palmo arrossiscono sorridendo, attività principale: scriversi sui quaderni stronzate senza senso.
Ti chiedi perchè vengano in biblioteca a sconcentrare te e non si appostino, uno sopra l'altro, su una panchina al parco, per il compiacimento del vecchio guardone appollaiato sull'acero. E poi ti rispondi che se sono lì è perchè di sicuro a casa concluderebbero un decimo del decimo che già concludono in biblioteca.

I cellulari con la vibrazione fanno più casino della suoneria normale.

Io mangio Fruit Joy una dopo l'altra, sopporto poco anche la mia alimentazione totalmente cannata.Non si può pranzare con un caffè, due sigarette e fare merenda con un pacchetto di Fruit Joy. Io vorrei essere come quella della pubblicità dei cereali Fitness, con un sacco di voglia di andare a correre la mattina presto e di iniziare la giornata frullando manghi e papaie. Naturalmente. Non va.

Altro problema della biblioteca è che non sai mai se salutare. Io ho una memoria visiva eccellente, stampo e archivio. Di solito sono gli altri a spingermi nel buco nero dell'oblio. Fortuna che un bel sorriso di circostanza salva sempre da pessime figure.

C'è uno che cancella, cancella sempre, è un ingegnere e la sua scrivania è davvero piena di trucioli di gomma. Quando cancella assume un'espressione strana, fa un sorrisetto... e mentre io penso: "sorriderà perchè è l'ennesima volta che cancella" lui smentisce prontamente; spazza il piano con il palmo senza alzare lo sguardo e torna al suo stato di latente serietà grammaticale. Forse vorrei un amico che quando cancella sorride, anche se preferirei evitare di condividere la scrivania.

Un'altra signora si stava schiantando contro il portone antipanico, occorre tirare, ma dato che la porta è troppo pesante ha inziato a spingere, ora: difficilmente la struttura delle porte antipanico permette di interpretare diversamente l'apertura..si chiamano antipanico apposta. Fortunatamente arrivavo io che con una spinta
ho risolto il dubbio arcano della signora che mi ringrazia dicendo "ah! ma allora non è rotto".

Ho sognato di correre in moto, penso nel circuito di Montecarlo. Stranezze! Mi ha svegliato mio padre chiedendomi se aveva dimenticato a casa la 24h, in compenso ho guadagnato un gatto per l'ultima mezz'ora di sonno.

Oggi sull'autobus ben due persone hanno chiesto ad altrettante persone se si volevano sedere...a parte la stranezza del gesto a Milano, di mattina, quasi nel medesimo momento sullo stesso mezzo, la cosa più strana è che entrambi hanno rifiutato e risposto che non erano poi così vecchi da doversi sedere. Bellissime risate.
Ma signori!suvvia!gli anni passano per tutti.

1 commento:

3my78 ha detto...

Che capacità di scrivere... Complimenti.