martedì 25 novembre 2008

Grafici e tabelle

Una delle cose che ho sempre amato di Milano è questa. Milano riesce a catturare la tua attenzione con poco, sei più ricettivo perché vieni oberato di immagini artificiali, naturali, artificialnaturali, esperimenti, caos, ibridi.
Quando respiri l'aria in montagna per esempio, o rimani accovacciato in campagna su di una vecchia veranda, è più facile intrattenere l'attenzione con il paesaggio nel complesso.
A Milano il tuo sguardo non va oltre il colle dell'infinito ma si schianta contro i vetri della finestra del vicino. Sei lusingato, invitato ad entrare nel suo appartamento, a sperimentare una realtà nella realtà, a chiederti perché tiene l'alcol denaturato sulla mensola in sala.

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